lunedì 12 novembre 2007

La profezia che si autoavvera - un triste esempio

La “profezia che si autoavvera” è un famoso concetto nel campo della comunicazione e della sociologia. Fu espresso dal sociologo americano Robert K. Merton nel 1948.
E’ un’opinione in origine falsa che però, per il solo fatto di essere creduta, provoca comportamenti che la fanno avverare realmente.
Nel formularla Merton aveva preso spunto da un altro sociologo, William I. Thomas, in precedenza autore di questo teorema: “Se gli uomini definiscono certe situazioni come reali, esse diventano reali nelle loro conseguenze”.

Perché cito questo concetto?

Ieri mattina in un autogrill vicino Arezzo un ragazzo è morto per un colpo di pistola sparato da un poliziotto.

La dinamica della disgrazia è ancora da verificare, ma sembra confermato si sia trattato di una terribile negligenza, di una disgrazia accaduta per imperizia del militare di fronte ad una situazione potenzialmente pericolosa.
Pare che il poliziotto volesse sedare con un colpo in aria un tafferuglio che stava avvenendo tra due gruppi di ragazzi. Incidentalmente, si trattava di tifosi di Lazio e Juventus: due squadre cioè che neanche si dovevano affrontare, e in una situazione fuori dallo stadio.

Voglio dire che potevano essere balordi qualsiasi, o che si trattasse di un furto o di una rissa…nulla cioè di espressamente legato al calcio.
Poteva succedere dappertutto, e a qualsiasi persona, non per forza a dei tifosi. Quei ragazzi erano,tra le altre cose, anche tifosi.
Il fatto che lo fossero o meno probabilmente non c'entrava nulla con la reale intenzione del poliziotto di sparare o di uccidere.
Tuttora si sta indagando su come si siano svolti effettivamente i fatti e se si tratti di omicidio colposo o preterintenzionale.


Una cosa che ieri però mi ha colpito particolarmente è che in TV, molto prima che iniziassero le partite, diversi giornalisti con facce contrite ripetevano ossessivamente: “Un poliziotto ha ucciso un tifoso laziale!” senza ben specificare cosa fosse successo.

Il tono, concitato e senza repliche, faceva intendere ai più che era una cosa avvenuta intenzionalmente, e per questioni legate al calcio. E lo stesso tono, esagitato e allo stesso tempo solenne, veniva usato ripetutamente per declamare questo mantra: “Ora è importante è che non scatti la caccia al poliziotto, i tifosi devono stare calmi, non devono rendersi colpevoli di atti violenti contro la polizia, sarebbe assurdo prendersela con la categoria”…

Violenza che poi è stata puntualmente messa in atto in diversi stadi, e a Roma in particolare, dove un quartiere è stato quasi messo a ferro e fuoco.

Lo credo bene…non era forse vero che un “pulotto” aveva ucciso intenzionalmente un tifoso, peraltro laziale?

La premessa era sbagliata (i giornalisti non sapevano ancora bene cosa fosse successo, tant’è vero che ancora non lo sappiamo adesso) ma una affrettata interpretazione dei fatti ha fatto in modo che si scatenassero realmente le rappresaglie che tutti volevano evitare. E che lo scoop fosse assicurato.


La profezia che si autoavvera, appunto...
Quante profezie che si autoavverano possiamo ravvisare ogni giorno in famiglia, nel lavoro, nelle relazioni affettive...nella vita?